
I pastori sardi hanno
organizzato un aiuto reale ed efficace ai loro colleghi terremotati di Cascia (PG),
secondo un’antica tradizione rurale: “sa
paradura”, un’usanza che rende concreta la solidarietà tra allevatori e che
va in controtendenza con il concetto di concorrenza, ribaltando la logica del “mors tua,
vita mea”.
Quando un pastore dovesse perdere il
suo gregge per calamità naturali, furti o malattie, questa pratica di mutuo
soccorso prevede che gli altri colleghi intervengano donandogli uno o più dei
loro capi di bestiame, a seconda della loro disponibilità, mettendolo nella
condizione di non contrarre debiti, se non quello morale di ricambiare il gesto
in caso di bisogno simile.
I pastori sardi hanno
donato mille pecore ai propri colleghi della zona di Cascia, colpiti dal
terremoto, per favorire la ripresa delle loro attività; gli ovini arriveranno in
Umbria il 9 aprile.
Con lo stesso principio, gli allevatori della
bassa Umbria e dell’alto Lazio hanno inoltre già consegnato al Comune di
Amatrice, quattro camion di fieno, paglia e granaglie, raccolti in queste
settimane grazie alla solidarietà contadina.
Fonte: Umbria 24