
Anche nei luoghi
più aridi del pianeta è presente una certa percentuale di umidità nell’aria e
trovare il modo di estrarla potrebbe rappresentare una soluzione per le crisi
idriche presenti e future. I ricercatori del M.I.T. di Boston hanno inventato
un dispositivo che ha proprio questo scopo e i risultati delle prime
sperimentazioni sembrano incoraggianti.
L’invenzione
utilizza dei composti cristallini (i c.d. reticoli metallorganici o MOF) che
grazie all’alta porosità sono in grado di immagazzinare quantità elevate di
vapore acqueo e gas rispetto al loro volume. Il dispositivo del MIT è così in
grado di estrarre acqua in ambienti dove l’umidità relativa dell’aria è molto
bassa (fino al 10%) mentre gli attuali metodi di estrazione funzionano soltanto
se la percentuale di umidità è compresa tra il 50 ed il 100%.
Il test,
pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communication, è stato
condotto sul tetto della Ariziona State University nella città di Tempe, dove
il piccolo prototipo ad energia solare ha raccolto alcuni millimetri di acqua
potabile che, in seguito alla produzione su scala, diventeranno ¼ di litro al
giorno per chilogrammo di MOF impiegato.
Fonte: MIT – 28 maggio 2018