
ll lockdown ha obbligato tutti a riflettere e a prendere consapevolezza di quello che sta succedendo nel mondo e di quale sia il ruolo di ognuno al suo interno.
La difficoltà di reperire cibo e alimenti durante l’isolamento ha indotto molte famiglie ad adottare nuove pratiche nella vita domestica, imparando a gestire le scorte e a ridurre gli sprechi e gli eccessi. Il 41% degli italiani ha ridotto lo spreco di cibo durante la quarantena e molti di essi hanno continuato a seguire le buone pratiche di sobrietà alimentare e di rispetto per il cibo, anche dopo.
I dati sono stati presentati nel corso della prima Giornata internazionale della Consapevolezza sugli Sprechi e le Perdite Alimentari organizzata da Cia-Agricoltori Italiani che sottolinea anche che il 14% della produzione globale di cibo mondiale non raggiunge gli scaffali, con perdite che hanno un costo stimato annuo di circa 400 miliardi di euro e un impatto ambientale estremamente significativo e dannoso.
Dopo l’approvazione della legge nazionale anti-spreco del 2016, in Italia molto è cambiato nello stile di consumo delle famiglie e nel rapporto con gli alimenti da parte delle persone, del mondo agricolo e delle imprese che svolgono un ruolo centrale durante la fase di produzione. Il 66% degli italiani è cosciente della connessione tra spreco alimentare, salute dell’ambiente e dell’uomo e adotta comportamenti e pratiche di consumo più attente ed ecologiche.
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Fonte: Cia-Agricoltori Italiani – 29 settembre 2020

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