Il mondo produce 2 miliardi di tonnellate di rifiuti all’anno, circa 0,74 kg al giorno a testa. Esistono tuttavia notevoli differenze sulla capacità di smaltire gli scarti nei diversi Paesi. L’Europa è il continente più virtuoso, con 5 Stati che riescono a rendere produttivo più del 99% dei rifiuti urbani che producono.
Si tratta di Svezia, Germania, Danimarca, Finlandia e Olanda che riutilizzano, compostano o termovalorizzano quasi tutto, contro una media mondiale attorno al 40% di rifiuti che non riescono più ad essere reimmessi in circolo e che, a causa della decomposizione, immettono nell’atmosfera metano che altera il clima e altri prodotti inquinanti derivanti dal loro mancato trattamento. “Il 10 per cento delle emissioni globali di gas serra potrebbe provenire dalle discariche entro il 2025”, riferisce l’International Solid Waste Association.
La Svezia ricicla circa la metà di ciò che butta via e utilizza il 53% dei suoi rifiuti per produrre energia. Tra i primi ad adottare la termovalorizzazione già dagli anni ’40, oggi ha 34 impianti che forniscono calore a 1.445.000 famiglie e elettricità a 780.000 su una popolazione di 10 milioni di abitanti; questo, oltre ad abbattere le emissioni rappresenta anche una solida fonte di reddito per il Paese.
Il metano prodotto dalla decomposizione è 84 volte più dannoso dell’anidride carbonica per l’effetto serra, per questo tutta l’Europa sta diminuendo la quota di rifiuti in discarica, attualmente al 24%. L’Italia è tra i Paesi che più ricicla e composta, il 51%, con una quota che ancora finisce non riutilizzata del 21%.
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Fonte: International Solid Waste Association; Eurostat, Confederation of European Waste-to-energy Plants

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